Amore. Del tipo che non ha niente a che vedere con sesso o all’essere innamorati di qualcuno. Amore in senso universale. Essere Amore. Rendersi conto della bellezza e della fantastica magia di ciò che siamo. Un miracolo. Lo si dovrebbe pensare ogni volta che viene partorito un bambino, qualcosa di vivo e nuovo, generato da un atto, che inspiegabilmente, incredibilmente, o comunemente, semplicemente, genera una vita nuova, ‘a criatur’, come i partenopei sono soliti riassumere. Niente di più vero. Noi siamo un miracolo, quello per cui c’è un’energia misteriosa che dice al nostro cuore di battere, un ritmo che inizia già in maniera misteriosa, e altrettanto mistero regola l’assioma del vivere. Sfido chiunque a definire “perché il cuore batte”, e per quale motivo, o grazie a quale spinta iniziatica. Già, perché è proprio ciò che dà inizio a questo miracolo che è avvolto nel mistero. E che io per semplicità provo a chiamare Amore. E di questo amore, questa energia, vi è pieno il mondo che ci circonda. Una quantità fortunatamente superiore a quella di tutte le accezioni negative di ogni tipo di dualità. Infatti l’amore non può essere il polo positivo di qualcos’altro. Amare-odiare, sì, forse, ma qualcuno, non universalmente, e comunque quell’amore di cui voglio parlare non sottostà nemmeno ai principi trini di eros-philos-agapé, è qualcosa di molto più potente, tale da alimentare l’inizio della vita ed il suo proseguio. Un amore che, se inteso o capito, nella sua profondità e ampiezza, non può che spiazzare ogni definizione o conoscenza. Noi siamo Amore, una forma di energia vicina alla nostra anima, in termini di somiglianza, sebbene l’anima sia una forma di energia che percorre, attraversa, evolve, l’Amore invece espande e nutre, crea. Una forma di energia che ci è concesso apprendere, per attinenza, per esempio, per destino. Ed è dura remare contro… Specialmente al proprio scopo, al proprio destino, a ciò che scegliamo di sperimentare e che poi chiamiamo “fato”, caso, coincidenza, esperienza, ecc. …

Quella caratteristica, o innata predisposizione, è qualcosa di altrettanto magico e misterioso. Quella per cui ci si schiera, come nel film I guardiani del giorno, la luce e l’ombra governano, spartiscono e gestiscono, e che anche in Constantine, insegnano, designano, e regolano, l’equilibrio. La nostra specie è capace di esercitare Amore, una forma di energia simile a quella che il sole è capace di esercitare verso ogni forma di vita. E l’equilibrio non è casuale. Cioè la capacità di essere in quell’equilibrio utile a veicolare quella forma di energia. Mantenere quella forma energetica utile a curare noi, e tale per cui ve ne è anche per il prossimo. A volte ne diamo essendone privi, strano altro miracolo, ma donare dell’amore storpio, non può funzionare. Ma se ne siamo coscienti, e sappiamo dove, come, e perché esercitare.
Fare le cose con amore. Mi confrontavo con alcune collaboratrici sulla natura e l’intenzione di alcuni gesti, utili nella rilevazione, utili nella fruizione, nella condivisione, nella trasmissione. Alcune nostre azioni, sono soggette ad una scelta. Scegliamo se usare quel coltello, per creare o distruggere. Se crei dimentichi, se distruggi ricordi. Strano anche questo. Strano, parola soggetta a singolare interpretazione. Se io ti accarezzo, posso veicolare un desiderio, un’informazione, una constatazione, un’intenzione, ma anche semplice Amore. Se io ti apro lo sportello, ti prendo la mano, o chissà, ed in ogni caso, effettuo un atto di gentilezza, incosciente e sconsiderato, incondizionato, libero, puro. Che bello ritrovarsi in quest’ultimo aggettivo nell’ultima azione che abbiamo fatto. Questo sì che sarebbe un punto di arrivo.

Che tipo di esercizio di presenza ci vuole per constatare che ogni nostra azione e intenzione sia figlia dell’energia dell’Amore poco sopra descritto? Siamo Amore e non lo sappiamo. Noi siamo Amore e non siamo in grado di replicarlo con equivalente semplicità. Perché? Perché siamo dei coglioni! Non c’è spiegazione più semplice e veritiera. Riusciremo noi umani ad essere meno coglioni e più veri, più puri, senza bruciarci?
Perché in fondo quale è il problema? un grande classico ed il più evergreen, la paura di morire. Il tempo che scade e le azioni, imposte o premeditate, indicate, che segnano la nostra fine, il nostro destino, il nostro errore, o la nostra capacità di essere Amore.
Noi, umani poveri ma fortunati, semplici ma immensi, abbiamo casualmente la possibilità di esercitare quella forma di energia che cura, che governa e che restituisce la capacità di Essere, essere una creatura sperciale che spontaneamente può essere capace di amare, nutrire, donare, condividere, ed ognuno lo è in differente maniera. Non vi è maniera giusta o sbagliata, ma solo, come in ogni disciplina, allenamento tale per cui, si sia più o meno abili in qualcosa che, prima o poi dovremo fare, intraprendere, esercitare, Essere, per la natura che siamo. Fare le cose con amore significa ricordarsi di ciò che siamo, di ciò che siamo capaci di essere, per essere quella cosa bella, quell’amore che sappiamo di avere, di essere, di dare.

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