Nel riassunto di come mi sento stasera direi di essere apparentemente confuso. Sperimentando il sentire sto facendo cilecca ogni qualvolta credo di avere indovinato. Indovino ogni volta che credo di essere fuori strada. Il sole bacia i brutti. Non i belli. Il deva mi aiuta e dio t’aiuta.

La situazione è tragica. Ho questi baffi da quarantena, lasciati per gioco a marzo, promettendomi che li avrei tolti non appena la situazione fosse tornata alla normalità. Che grandissima presa per il culo. Quest’anno nessun morto di influenza stagionale, di vecchiaia, di tumore, perlomeno durante i due mesi gli incidenti stradali sono diminuiti! Come risultato di questa grandissima farsa, i baffi sono ancora su.

Nel periodo implicato ho studiato, letto, apprezzato il silenzio, dipinto. Ho approfondito diverse tematiche pesanti che altrimenti non avrei toccato, toccando temi come il “discepolato”. Il discepolato. Però! Eppure la sua reale e veritiera definizione differisce da quanto l’immaginario possa intendere. Il discepolato in questione è ben diverso dall’esecuzione di compiti del maestro di turno. Ma perché poi parlarne?

Avrebbe senso forse ribellarsi? Stiamo forse ribelli in quanto antifascisti o “scappati di casa”? In questa situazione si sono rivelate ancor di più le caratteristiche che erano nascoste prima. C’era chi aveva la mascherina dentro, già prima. E ben venga! Oggi le differenze si rivelano. Se prima ci voleva un contesto politico, sportivo o razziale per dividere, oggi cosa abbiamo? E se fossimo pronti ad un nuovo reset? Si dice nei contesti storici reali, che già il popolo lemuriano sia arrivato ad un livello tale per cui una eventuale calamità, che farebbe rima con sterminio, distruzione, estinzione, avrebbe resettato la popolazione al punto di “non ritorno”. Un punto entro il quale, e dal quale, la civiltà sarebbe stata estinta per ripartire nuovamente. Si parlava di civiltà molto avanzate, molto più della nostra, distrutte. Quasi un karma finale. E quale karma finale ci meriteremmo?

Ognuno cerca di concentrarsi sul proprio orto. Infatti per tante persone siamo quasi tornati alla normalità. Mentre per moltissime altre ne siamo lontani. Ma cosa è normale, se non in relazione a qualcos’altro? E questo “qualcos’altro”, chi dice che sia normale, o comune? Rimane il fatto che tutto è perfetto e, cosa che ho imparato recentemente, e che reputo fondamentale, è esattamente consono al percorso dovuto.
Buonanotte.

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