Mi capita in questi giorni di lavoro in dimostrazioni di aromaterapia, bruciando alcune resine o sperimentando alcuni profumi sulle persone, di approfondire la dinamica del “lasciare andare”, associata alla “trasformazione delle informazioni”. Due dinamiche appunto, due specchi e due poli positivi della stessa attività, quella del rinforzo del secondo chakra, Swadistana, spesso correlati l’uno all’altro. Il secondo chakra è un punto nevralgico chiamato “fucina delle idee”, sede del piacere puro, sede dell’istinto puro, luogo della trasformazione.
Scherzando dico sempre, che le idee migliori vengono al cesso. Grande verità. Probabilmente quell’atto in cui stiamo lasciando andare qualcosa, qualcosa che è stata con noi tranquillamente fino a poco fa, diventa il momento di lasciare, e quest’atto lascia spazio al “nuovo”. Lasciare andare per favorire l’avvento del nuovo. A volte problemi di stitichezza delineano personalità o attitudini con difficoltà a lasciare andare, le cose, le situazioni, le persone, determinati concetti o ricordi.
Va sottolineato un fatto: la legge che vige su questo pianeta è molto semplice. C’è una precisa scala gerarchica animale e vegetale per cui, lo scarto, le feci di una specie, sia il nutrimento per una specie sottostante. Anche quello che scartiamo noi è nutrimento per altre specie, così come, ahimé mi duole sottolineare come anche l’uomo si nutra anche delle feci di specie sovrastanti.

Le cose che la vita ci propone o ci da, sia materiali che non, quindi cibo, emozioni, esperienze, energie, sono tutte “informazioni” che se affrontate, ingerite, incamerate, devono venire assimilate e trasformate, e ogni loro composizione ha una complessità tale, che esattamente come in ambito alimentare, vengono scisse in diversi fattori, quali ad esempio nutrimento(crescita), energia(calorie), esperienza(muscoli), grasso(protezione), e scarto(feci). A volte si ammette che sia passato l’appetito quando la vita ti propone un piatto che si piazza nello stomaco in maniera prepotente e abbondante, magari anche di sorpresa.
Trasformare per lasciare andare. Lasciare andare per far spazio al nuovo. Accogliere la bellezza del nuovo, che avviene solo se siamo capaci di trasformare. Tutto quello che ci capita, che arriva crudo o cucinato per noi è una prova di digestione, di trasformazione, di assimilazione. E di evoluzione. E ripeto per l’ennesima volta, anche per aiutarmi a ricordarlo, avviene come “dono”, esclusivamente per Te. Comprese quelle esperienze forti, ricche di sfaccettature, che ti portano grandi messaggi, non tutti positivi, grandi specchi di te, grandi sollecitazioni a guardarti dentro. Compresi gli eventi ed i rapporti che come un quadro, fanno parte di soggetti o dettagli della tua situazione odierna e non tutto ti piace, essi ti mostrano quanta dolcezza può essere nascosta in quell’ingrediente, che a volte arriva ad essere indigesto. Elementi nascosti che altre volte però servono a qualcosa, non è detto che si possano vedere, come quella puntina di zucchero che attiva il lievito salato.

A volte la vita ti impone di lasciare andare qualcosa, come un comodo bozzolo di cui pensavi di non poter fare a meno, o che finalmente era arrivata a te, e non vi sono nemmeno spiegazioni, di cui andarne in cerca porta allo scoppio della testa, questa mente, che mente spudoratamente, si perdoni la forzatura in rima, anziché aspettare fiduciosamente di sentire quel brivido di pancia, autentico, che spinge verso la via, maestra o meno, da seguire. Per motivi a noi sconosciuti, poveri ma ricchi umani limitati ma connessi al tutto.

“Per quanto riguarda la trasformazione interiore, non c’è niente che tu possa fare al riguardo. Non puoi trasformare te stesso e certamente non puoi trasformare il tuo partner o chiunque altro. Tutto quello che puoi fare è creare uno spazio affinché avvenga la trasformazione, affinché la grazia e l’amore entrino”.
Eckhart Tolle

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