Quale opportunità nella fortuna. Che grande opportunità vederla. Concetto di fortuna. Nascere con la camicia. Non avere preoccupazioni sul Denaro. Vivere nell’Agio. Tutte relazioni materiali. Ma di materiale c’è ben poco nello scopo di ognuno di noi, per diverso che sia. Un giorno in ospedale ebbi la casualità di scambiare due parole con una persona anziana e malata che se ne uscì con una massima non da poco. “Si nasce e si muore ignudi, senza niente e da soli”.

Essere fortunati per tanti potrebbe significare il verificarsi di alcune circostanze tra quelle sopra elencate.
Oltre al demagogismo da buona salute, o confronti di estrema povertà, penso vi sia di più.
Anzi a volte penso di essere fortunato per cose che potrebbero essere annoverate nelle sfortune. Ho avuto, come tutti, diverse esperienze poco simpatiche o felici, altamente formative però. Ed arrivare a considerarle positive, considerarsi fortunato, è uno spunto di lavoro interessante.

Quando osserviamo situazioni e dinamiche in cui riconosciamo condizioni disagiate o dolorose, il senso di colpa ci fa sentire fortunati. In realtà non vedo fortuna in quel tipo di confronto. L’esempio lampante dei bambini africani sottopeso, o delle favelas, o di qualsivoglia situazione in cui ripensiamo a come a noi sia andata meglio in relazione, non è sicuramente propositiva. Anche perché molto dipendente dal detto “occhio non vede, cuore non duole”.

Tanti anni fa ho sentito per la prima volta una risposta alla domanda. Perché siamo fortunati? Innanzitutto perché dal rubinetto esce l’acqua calda. Come posso considerarlo un miracolo? Per molti è scontato. Eppure non vedo bambini poveri lavarsi nel ghiacciaio… Ho avuto dei genitori, che sebbene mi picchiassero, mi hanno generato. Che fortuna. Ho avuto la fortuna di avere un’opportunità. Potevo non averne. E a proposito di opportunità, quante ne ho ogni giorno?
Quante semplici ma grandi fortune ignoriamo ogni giorno? Dipende sempre dai punti di vista. Se dovessi osservare molte delle persone che ho intorno ogni giorno sbaglierei continuamente nel sentirmi migliore per una mia fortuna iniziale. Così come viceversa. Ho di meno, ho di più, ma di che?

Ho l’opportunità. Di essere. Non fare o avere.
Essere, prima di tutto, per citare la mia socia, grande anima, maestro terrestre con tutte le caratteristiche del caso.
E anche se fossi smentito sulla fortuna materiale, ben venga. Sicuramente essere in buona salute, avere indipendenza completa, economica e morale, comporta ancor più responsabilità di coerenza, di opportunità. Un’opportunità semplificata forse, un peccato buttarla via. Un peccato grave. Come un omicidio.
Perché l’opportunità di Essere è forse il meglio che si possa augurare al prossimo, più che la salute, i soldi o la fortuna.

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