Questa data anche quest’anno rappresenta un punto di svolta significativo e sacro che porta ad un cambiamento di energia.
Nell’emisfero settentrionale, abbiamo il giorno più lungo dell’anno e la più alta espressione dell’energia del Sole, ma questa energia inizierà a rallentare spostandosi verso l’interno e le giornate si accorceranno man mano che ci dirigiamo verso l’Equinozio d’Autunno/Autunno.
Nell’emisfero australe abbiamo il giorno più corto dell’anno e l’espressione più bassa dell’energia solare. Successivamente, l’energia inizia a diventare più espansiva e le giornate si allungano man mano che ci avviciniamo all’equinozio di primavera.
Il solstizio d’estate è il punto più alto di energia per l’anno. Siamo immersi nella piena potenza del Sole e tutto è illuminato.
Sotto il solstizio d’estate, a tutti noi verrà data una spinta di potere e una spinta di energia per completare i nostri obiettivi e per metterci al lavoro per creare qualunque cosa desideriamo. Saremo guidati a illuminare aree della nostra vita che sono state nascoste, qualunque seme abbiamo piantato durante l’equinozio di primavera sarà ora in piena fioritura e saremo in grado di raccogliere i frutti del nostro raccolto. E’ anche un momento potente per il lavoro di manifestazione, per ringraziare il Sole e per ricaricare la nostra energia vitale.
Sotto il solstizio d’estate, a tutti noi verrà data una spinta di potere e una spinta di energia per completare i nostri obiettivi e per metterci al lavoro per creare qualunque cosa desideriamo.
Mentre il solstizio d’estate è un momento perfetto per celebrare il Sole, il donatore della vita, c’è anche una consapevolezza più profonda che l’autunno sta arrivando, e alla fine noi, insieme a Madre Terra, dovremo liberarci, liberarci e lasciar andare per rinascere.
Siamo tutti uno, siamo tutti connessi e viviamo tutti sullo stesso pianeta, quindi in una certa misura sentiremo tutti queste energie in modi diversi.

Ringrazio Tanaaz, creatrice e curatrice di Forever Conscious per questa introduzione sul significato simbolico, terrestre ed esoterico legato agli equinozi, con particolare approfondimento su quello odierno, 21 giugno 2023, giorno in cui, esattamente come lo scorso anno, mi trovo di fronte al culmine delle energie di diverse dinamiche e persone che ho attorno.
Eppure è proprio vero, “chi va con lo zoppo”… non gli insegna di certo a camminare bene, e quando vendi scambi, e se compri è lo stesso. Di mestiere io vendo, ma anche spesso presto, ma anche amo regalare, quest’ultima, cosa che avviene più facilmente nella vita privata. Dono un pezzo di me, mi divido, non amo ricevere, almeno solitamente avveniva. L’altro giorno qui di fronte al mio stand, ad Imperia, dove ancora mi trovo, è passata la banda, e si è pure fermata, e mi ha tanto ricordato, senza sapere il perché, mia nonna, che tanto mi ha insegnato. Seppur mettendomi in guardia da diverse cose, frutto dei suoi schemi di sopravvivenza, che sono pure stati o sono miei, e non essendo di certo uno stinco di santo, non mi ha mai tradito. Cosa che nessun’altro nella mia vita ha fatto, fatta eccezione di una sola altra persona. Probabilmente queste due persone non dovevano insegnarmi o mostrarmi quella mia parte. Ma nelle raccomandazioni di Alba Rosa, c’erano certamente gli avvisi sui pidocchi, quelli che arrivano dal basso a strisciarti addosso, indebolendoti o infastidendosi, fino al concedergli l’affezione, o infezione, che dir si voglia. Al che diventa inutile lamentarsi. Molte persone intorno a me, considerate anime compagne, sono piene di pidocchi e zecche che si nutrono di loro, e nemmeno se ne rendono conto, direzionando la propria insoddisfazione o il proprio malessere, verso errati bersagli. Sebbene si pensi al bersaglio come al vero pidocchio o la vera zecca, il bersaglio è sempre all’interno. Così come il sentirsi preso in giro, da una differenza di visione, messa sempre opportunamente a favore dell’ altrui visione, e mai speculare, scelta di specularità che io ho fatto dopo dolore e sofferenza con umiltà e che come immaginabile non paga, nelle continue, nuove e vecchie ripresentazioni del solito problema, i cui addendi possono cambiare, come la difficoltà della situazione che ti si pone di fronte, come ennesima prova, proporzionale alla mia capacità. Nulla è fermo, per sempre o a lungo, come il sole fermo, significato della parola “solstizio”, dura soltanto per quel minuto in cui nonostante la rotazione del pianeta, riesci a identificare la linea del mezzogiorno perpendicolare, appunto, il massimo dell’energia del sole.
Il Sole. Quel Dio che in quel momento dona il massimo a tutti, nessuno escluso. E se sei abituato a parare i colpi, in quel momento arriveranno più forti, e ancora una volta rimpiango di non essermi fatto le spalle più forti, senza per forza diventare eremita. Le infezioni ed i tentativi di manipolazione o disincanto sono ancora all’ordine del giorno, sebbene io non voglia mangiare da quel piatto, trovo ancora quella pietanza, anche se non ho fame, proprio ora che in tempo reale vedo ogni opportunità mi si presenti di farlo, come una volta facevo di default e senza pensarci, e colgo quando viene fatto a me, rinuncio ormai al suo sottolinearlo, perché sempre e comunque, come ho sempre fatto anch’io, indietro ricevo fuoco, vittimismo, prepotenza, attacco puro, tipico della perdita di potere, che in realtà non esiste affatto. E mi commuove, come il passaggio della banda, vedere quanto dolore vi sia dentro e fuori di me, quanta insicurezza, quanto ci si possa sentire nel giusto oggi, e ridere dell’errore domani. Rinuncio a cambiare ciò che ho nel piatto quando ormai è già servito, perché l’ho ordinato io. Rinuncio e mi astengo dal mangiarlo, anche perché indigesto, fortunatamente, anziché pensare di salvare me e il mondo, assumerlo e soffrire. L’ho ordinato io ed è la rappresentazione di ciò che ancora ho dentro, magari in minima parte, e che richiamo, per imparare a cambiare gli ingredienti. Il coraggio di mandare indietro il piatto o lasciarlo ammuffire di fronte a me, è quello che ancora manca, forse per paura delle conseguenze, per un dispiacere che temo di dare, a me forse più che altro.
Amore universale, e poi buonismo, paura, senso di colpa, vendetta, redenzione, chi ha il coraggio di prendere almeno in considerazione, e ripeto, almeno in considerazione di esplorare anche solo involontariamente ognuna di queste forme di energia e di schema nel proprio tentativo di esercitare il giusto, nei comportamenti corretti, nel fare la cosa giusta, nell’agire coerentemente alla propria natura, a volte inconsapevoli di quale sia quella coerenza o quello scopo, rincorrendo sogni o istinti, scambiati giustamente per segni e destini.
Solo in considerazione. Niente di più.
E buona vita a tutti, perché la vita è ciò che ci circonda, è tutto intorno a noi, ovunque, e va onorata. Ringraziando. Concetto chiave dell’’ho’opoponopono, Mi Dispiace, Perdonami, Grazie, Ti Amo, fondamento dell’umiltà universale, già citata recentemente, e di una forma di amore la cui energia fa scendere lacrime di gioia, non di colpa, ego, stizza, o di dolore.

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